Quando muore un nonno, un familiare o una persona alla quale un bambino era molto legato, per gli adulti nasce spesso un dubbio difficile:
è meglio portarlo al funerale oppure proteggerlo da questo momento?
Non esiste una risposta identica per ogni bambino.
Età, carattere, rapporto con la persona scomparsa, circostanze della morte e tipo di cerimonia possono cambiare completamente la situazione.
Esiste però un principio importante: escludere automaticamente un bambino da ciò che sta accadendo non significa necessariamente proteggerlo.
Spiegargli con semplicità e sincerità cosa è successo e permettergli di fare domande può aiutarlo a comprendere meglio un evento che coinvolge tutta la famiglia. Indicazioni utilizzate anche nei servizi sanitari dedicati al lutto raccomandano informazioni chiare, adatte all’età e fornite in piccoli passaggi.
Come spiegare a un bambino che una persona è morta
Gli adulti spesso utilizzano espressioni come:
“Il nonno è andato via.”
“Si è addormentato.”
“Ci ha lasciati.”
Sono parole nate dal desiderio di essere delicati.
Per un bambino piccolo, però, possono creare confusione.
I bambini interpretano infatti molte frasi in maniera letterale.
Dire che qualcuno “si è addormentato” può addirittura generare paura del sonno; dire semplicemente che “è andato via” può lasciare aperta l’aspettativa che ritorni.
Per questo diverse guide dedicate al lutto infantile suggeriscono di utilizzare parole semplici e dirette come “è morto” o “il suo corpo ha smesso di funzionare”, adattando naturalmente la spiegazione all’età.
Bisogna dire tutto?
Essere sinceri non significa fornire dettagli che il bambino non può comprendere o che potrebbero spaventarlo inutilmente.
Meglio dare informazioni:
- vere;
- semplici;
- proporzionate all’età;
- un po’ alla volta.
Il bambino potrebbe tornare sulla stessa domanda molte volte.
Non significa necessariamente che non abbia ascoltato.
Può essere semplicemente il suo modo di elaborare una realtà difficile da comprendere.
Un bambino deve partecipare al funerale?
Non dovrebbe esistere un automatismo.
Un approccio utile è spiegare prima cosa accadrà e, quando l’età lo permette, coinvolgere il bambino nella decisione.
Le indicazioni di diversi servizi sanitari sul lutto infantile sottolineano proprio l’utilità di spiegare perché si celebra un funerale, raccontare in anticipo ciò che succederà e chiedere al bambino se desidera partecipare.
In questo modo non viene improvvisamente introdotto in una situazione sconosciuta.
Come spiegare cos’è un funerale
Si può utilizzare una spiegazione molto semplice:
“Ci saranno tante persone che volevano bene al nonno. Ci incontreremo per salutarlo e ricordarlo.”
A seconda della cerimonia si può poi aggiungere che:
- ci sarà una bara;
- alcune persone piangeranno;
- qualcuno potrebbe pregare;
- verranno dette alcune parole;
- ci saranno fiori;
- ci sarà un momento in cui il feretro verrà portato via;
- successivamente ci sarà la sepoltura o la cremazione.
Sapere cosa accadrà riduce l’impatto dell’ignoto.
E se il bambino cambia idea?
Va bene.
Un bambino può inizialmente voler partecipare e poi sentirsi a disagio.
Per questo, quando possibile, può essere utile individuare un adulto di riferimento che non sia tra le persone maggiormente coinvolte nell’organizzazione del funerale.
Questa persona potrà accompagnare il bambino fuori dalla chiesa o dal luogo della cerimonia se dovesse avere bisogno di una pausa.
Deve vedere la persona defunta?
Anche questa è una decisione delicata che dipende da molti fattori.
Se si valuta la possibilità di far entrare il bambino nella camera ardente è importante spiegargli anticipatamente quello che vedrà.
Ad esempio:
“Vedrai la nonna nella bara. Non parlerà e non si muoverà perché è morta.”
La preparazione è fondamentale.
Il bambino non dovrebbe essere spinto a vedere la persona defunta se manifesta chiaramente di non volerlo fare.
È sbagliato piangere davanti a un bambino?
No.
Gli adulti possono essere tentati di nascondere completamente le proprie emozioni.
Ma mostrare con equilibrio la tristezza può aiutare il bambino a comprendere che piangere quando perdiamo qualcuno è normale.
Le guide sul lutto infantile evidenziano che vedere gli adulti esprimere le proprie emozioni può aiutare i bambini a capire che anche i loro sentimenti sono accettabili.
Naturalmente il bambino non dovrebbe sentirsi responsabile del benessere emotivo dell’adulto.
Come coinvolgerlo nel saluto
Partecipare al funerale non è l’unico modo per dire addio.
Un bambino può:
- fare un disegno;
- scrivere una breve lettera;
- scegliere un fiore;
- portare una fotografia;
- creare un piccolo oggetto;
- scegliere una canzone;
- mettere un ricordo in una scatola della memoria;
- accendere una candela insieme alla famiglia.
Sono piccoli gesti che rendono comprensibile qualcosa che altrimenti può apparire molto astratto.
E se non vuole andare al funerale?
Anche questa scelta va rispettata.
Il bambino può salutare la persona in un altro modo.
Si può visitare successivamente il cimitero, guardare insieme un album fotografico, creare un disegno o compiere un piccolo rito familiare.
L’obiettivo non dovrebbe essere costringerlo a vivere il lutto come farebbe un adulto.
L’obiettivo è permettergli di comprendere, partecipare e ricordare secondo il proprio modo di essere.
Come reagiscono i bambini dopo un lutto?
Il lutto infantile non segue necessariamente le modalità degli adulti.
Un bambino può essere triste e dieci minuti dopo tornare a giocare.
Può fare domande molto pratiche.
Può sembrare apparentemente indifferente e riprendere l’argomento settimane dopo.
Queste reazioni non devono essere interpretate automaticamente come mancanza di affetto.
I bambini elaborano spesso le emozioni in modo discontinuo.
Quando però il disagio persiste, interferisce fortemente con sonno, scuola, relazioni o vita quotidiana, può essere opportuno confrontarsi con il pediatra o con un professionista qualificato.
FAQ sui bambini al funerale
A che età si può portare un bambino a un funerale?
Non esiste un’età universalmente corretta. Bisogna considerare maturità, rapporto con il defunto, desiderio del bambino e caratteristiche della cerimonia.
Bisogna dire “è morto”?
Un linguaggio semplice e diretto è generalmente più comprensibile per i bambini rispetto a metafore come “si è addormentato” o “è partito”.
Può vedere la bara?
Dipende dalla situazione. Se viene coinvolto, è importante prepararlo spiegando anticipatamente ciò che vedrà e lasciargli la possibilità di scegliere.
Se non partecipa rischia di non elaborare il lutto?
Non necessariamente. Il funerale è soltanto una delle possibili modalità di saluto e ricordo.
Creare un momento di commiato che accolga tutta la famiglia
Ogni funerale coinvolge persone diverse per età, sensibilità e modo di vivere il dolore.
Organizzare con attenzione gli spazi e i tempi del commiato significa anche considerare la presenza dei più piccoli.
L’Alba Onoranze Funebri accompagna le famiglie nell’organizzazione della cerimonia con discrezione e attenzione, aiutandole a creare un ultimo saluto rispettoso della storia della persona scomparsa e delle esigenze di chi rimane.
