Fotografie, video, email, profili social, documenti archiviati nel cloud e account personali sono diventati una parte importante della nostra vita.

Ma cosa succede a tutti questi contenuti quando una persona muore?

È una domanda che fino a pochi anni fa riguardava poche famiglie. Oggi, invece, quasi ogni decesso lascia anche una vera e propria eredità digitale.

E spesso i familiari si trovano davanti a problemi molto concreti: come recuperare le fotografie? È possibile chiudere il profilo Facebook? Cosa accade all’account Google? Si può accedere all’iPhone della persona deceduta?

Che cos’è l’eredità digitale?

Con questa espressione possiamo indicare l’insieme di dati e presenze online lasciati da una persona.

Possono comprendere:

  • fotografie e video;
  • email;
  • documenti nel cloud;
  • profili social;
  • blog e siti;
  • account su piattaforme online;
  • archivi personali;
  • abbonamenti;
  • file di lavoro;
  • contenuti acquistati;
  • identità e profili digitali.

Il problema è che non tutti questi elementi vengono trattati allo stesso modo.

Ogni servizio applica proprie regole e procedure.

Cosa succede al profilo Facebook quando una persona muore?

Meta prevede specifiche procedure per gli account appartenuti a persone decedute, inclusa la possibilità di rendere un profilo commemorativo.

Un profilo commemorativo permette di preservare lo spazio digitale dedicato alla persona senza mantenerlo come un normale account attivo.

La gestione concreta dipende dalle impostazioni precedentemente effettuate e dalle richieste che possono essere presentate dopo il decesso.

Per questo non è consigliabile tentare semplicemente di entrare nell’account utilizzando credenziali recuperate casualmente.

È preferibile utilizzare le procedure ufficiali messe a disposizione dalla piattaforma.

E l’account Google?

Google mette a disposizione uno strumento chiamato Gestione account inattivo.

La persona può configurarlo in anticipo per comunicare a Google cosa dovrà succedere ai propri dati dopo un determinato periodo di inattività e, quando previsto, quali persone potranno ricevere determinate informazioni.

Quando invece una persona muore senza aver lasciato indicazioni, Google prevede una procedura dedicata.

La società specifica che, in determinate circostanze, può collaborare con parenti stretti o rappresentanti per chiudere l’account e valutare richieste riguardanti alcuni contenuti, ma non fornisce le password dell’utente deceduto.

Apple e il “Contatto erede”

Apple permette di designare in vita un Contatto erede.

La persona scelta può richiedere l’accesso a determinati dati dell’Apple Account dopo il decesso del titolare.

Secondo le indicazioni aggiornate da Apple nel 2026, per presentare la richiesta il contatto erede deve disporre della chiave di accesso generata al momento della designazione e del certificato di morte.

Tra i dati potenzialmente accessibili possono esserci:

  • fotografie;
  • messaggi;
  • note;
  • file;
  • backup.

Non tutto però viene trasferito. Apple specifica, per esempio, che alcuni dati del Portachiavi iCloud e determinati contenuti acquistati non sono accessibili attraverso il Contatto erede.

Il telefono della persona defunta può essere sbloccato?

È importante distinguere il dispositivo fisico dall’account e dai dati archiviati online.

Conoscere il PIN del telefono o possedere fisicamente il dispositivo non significa automaticamente poter recuperare ogni dato, e le procedure cambiano a seconda del produttore e delle impostazioni di sicurezza.

Per questo una delle migliori forme di prevenzione consiste nell’organizzare in anticipo la gestione dei propri dati digitali, senza affidare informazioni sensibili a modalità improvvisate o insicure.

Foto e video: il patrimonio digitale più prezioso

Dopo un lutto, spesso il vero valore dell’eredità digitale non è economico.

Sono le fotografie.

I video.

I messaggi vocali.

Le conversazioni.

Documenti apparentemente quotidiani possono improvvisamente assumere un enorme valore affettivo.

Per questo è utile pensare alla loro conservazione quando si è ancora in vita.

Fare backup ordinati e indicare alle persone di fiducia dove sono conservati gli archivi importanti può evitare che anni di ricordi diventino irrecuperabili.

E gli abbonamenti online?

Streaming, software, servizi cloud, applicazioni e altri abbonamenti possono continuare a essere associati a metodi di pagamento anche dopo il decesso.

La famiglia dovrebbe quindi ricostruire progressivamente gli account esistenti e verificare quali servizi vadano:

  • chiusi;
  • disdetti;
  • trasferiti quando possibile;
  • mantenuti temporaneamente;
  • segnalati al fornitore.

Gli estratti conto possono essere utili per individuare abbonamenti ricorrenti di cui la famiglia non era a conoscenza.

Cosa fare subito e cosa può aspettare

Non è necessario occuparsi di ogni account digitale nelle ore successive al decesso.

Le priorità iniziali riguardano naturalmente il decesso, il funerale e gli adempimenti urgenti.

Nei giorni e nelle settimane successive si può invece creare un elenco di:

  1. telefono e computer;
  2. account email;
  3. servizi cloud;
  4. social network;
  5. abbonamenti;
  6. archivi fotografici;
  7. eventuali siti personali;
  8. servizi online utilizzati per lavoro.

Procedere con ordine evita di cancellare accidentalmente informazioni preziose.

Meglio non cancellare tutto immediatamente

Nel desiderio di “sistemare” rapidamente la situazione, una famiglia potrebbe essere tentata di eliminare profili e account.

È meglio valutare prima se contengano dati che potrebbero essere importanti.

Ad esempio:

  • fotografie non salvate altrove;
  • documenti;
  • contatti;
  • conversazioni significative;
  • informazioni necessarie per altre pratiche.

Prima di richiedere una cancellazione definitiva è quindi opportuno verificare cosa potrà essere recuperato e cosa verrà perso.

Come preparare oggi la propria eredità digitale

Senza dover trasformare il tema in qualcosa di complicato, è possibile adottare alcune precauzioni.

Fare ordine

Capire quali account e archivi contengano realmente dati importanti.

Effettuare backup

Le fotografie più importanti non dovrebbero esistere in un solo dispositivo.

Utilizzare gli strumenti ufficiali

Apple, Google e altre piattaforme offrono specifiche funzioni per pianificare la gestione futura dell’account.

Lasciare indicazioni

È utile far sapere a una persona di fiducia che esistono determinati archivi o strumenti predisposti.

Proteggere le password

Pianificare la propria eredità digitale non significa lasciare password sensibili scritte in luoghi facilmente accessibili.

Sicurezza e accessibilità futura devono essere bilanciate.

FAQ sull’eredità digitale

Facebook elimina automaticamente il profilo quando una persona muore?

Non necessariamente. Sono previste specifiche procedure per segnalare il decesso e gestire l’account, compresa la trasformazione in profilo commemorativo.

I familiari possono chiedere a Google la password?

Google specifica di non fornire password o altri dati di accesso agli account delle persone decedute.

Cos’è il Contatto erede Apple?

È una persona designata dal titolare dell’Apple Account che, dopo il decesso e seguendo la procedura prevista, può ottenere accesso a determinati dati.

Conviene pianificare l’eredità digitale?

Sì. Anche solo organizzare fotografie, backup e account principali può evitare problemi alla famiglia.

Il ricordo oggi passa anche dal digitale

Un tempo il ricordo di una persona era custodito soprattutto in album fotografici, lettere e oggetti.

Oggi una parte importante delle nostre vite rimane anche negli smartphone e nel cloud.

Pensare alla propria eredità digitale significa quindi anche prendersi cura dei ricordi che resteranno alla propria famiglia.

L’Alba Onoranze Funebri dedica particolare attenzione anche alla dimensione del ricordo, offrendo alle famiglie strumenti digitali come le condoglianze virtuali accanto ai servizi funebri tradizionali.