Quando viene a mancare una persona cara, uno dei desideri più naturali è trovare un modo per ricordarla.
C’è chi porta un fiore.
Chi accende una luce.
Chi sceglie di fare una donazione.
Chi sostiene un’associazione.
Chi decide di aiutare una realtà che aveva un significato particolare per la persona scomparsa.
Negli annunci funebri compare spesso una frase molto semplice:
“Non fiori, ma eventuali offerte a…”
Dietro queste poche parole può esserci una scelta profonda.
Trasformare un gesto di cordoglio in qualcosa che continui a generare valore anche dopo la perdita.
Non esiste una modalità migliore delle altre.
Fiori e donazioni hanno significati diversi e possono convivere.
La scelta dipende dalla sensibilità della famiglia, dalla personalità della persona scomparsa e dal modo in cui si desidera custodirne il ricordo.
Perché si portano i fiori a un funerale?
I fiori accompagnano da sempre i momenti del commiato.
Sono un gesto silenzioso.
Non richiedono parole.
Permettono di esprimere vicinanza alla famiglia e rispetto verso la persona scomparsa quando può essere difficile sapere cosa dire.
Una composizione floreale può accompagnare la camera ardente, la cerimonia e il momento della sepoltura.
Può essere scelta dai familiari, dagli amici, dai colleghi o da persone che desiderano manifestare la propria partecipazione al lutto.
Il valore del fiore è soprattutto simbolico.
È una presenza.
Un modo per dire:
“Sono qui. Vi sono vicino.”
Quali fiori scegliere per un funerale?
Non esiste una regola assoluta.
La scelta può dipendere dal tipo di cerimonia, dal rapporto con la persona scomparsa e dai desideri della famiglia.
Si possono scegliere composizioni sobrie oppure più importanti, corone, cuscini, mazzi o singoli fiori.
Anche il colore può avere un significato.
Tonalità chiare possono comunicare delicatezza e raccoglimento.
Colori più intensi possono invece essere scelti quando richiamano la personalità del defunto o i suoi gusti.
Non è necessario utilizzare soltanto fiori tradizionalmente associati al lutto.
Se una persona amava particolarmente una varietà di fiore, scegliere proprio quella può rendere l’omaggio molto più personale.
Cosa significa “non fiori, ma opere di bene”?
Quando una famiglia inserisce questa indicazione nel necrologio o nel manifesto funebre, sta invitando chi desidera partecipare al lutto a sostituire, almeno in parte, il tradizionale omaggio floreale con una donazione.
L’offerta può essere destinata, per esempio, a:
- un’associazione;
- una fondazione;
- un ente di ricerca;
- una realtà assistenziale;
- un’organizzazione di volontariato;
- una parrocchia;
- un progetto sociale;
- una causa particolarmente cara alla persona scomparsa.
È un modo per trasformare il ricordo in un gesto concreto.
Il valore della donazione non è importante.
Anche un contributo piccolo può assumere un significato profondo quando nasce dalla volontà di ricordare qualcuno.
Perché una famiglia può scegliere le opere di bene?
Le motivazioni possono essere diverse.
A volte la persona scomparsa aveva sostenuto per anni un’associazione.
Altre volte una particolare realtà è stata vicina alla famiglia durante una malattia o un periodo difficile.
In altri casi il defunto aveva espresso direttamente il desiderio di evitare grandi quantità di fiori e destinare le offerte a un progetto solidale.
Può anche trattarsi semplicemente di una scelta fatta dai familiari.
La volontà di dare un significato ulteriore alla partecipazione di amici e conoscenti.
In questi casi il gesto del cordoglio non si esaurisce con la cerimonia.
Continua attraverso ciò che quella donazione potrà contribuire a realizzare.
Fiori o donazioni: bisogna scegliere?
Non necessariamente.
Le due forme di omaggio possono convivere.
La famiglia può scegliere un allestimento floreale essenziale per la cerimonia e contemporaneamente invitare amici e conoscenti a effettuare offerte a favore di una determinata realtà.
Oppure può decidere di lasciare completa libertà.
Non tutti vivono il lutto nello stesso modo.
Per alcune persone portare un fiore ha un valore emotivo importante.
Altre preferiscono contribuire a una causa.
La cosa più importante è che, quando la famiglia ha espresso una volontà precisa, questa venga rispettata.
Come scegliere l’associazione o la causa da sostenere?
Quando la persona scomparsa non aveva indicato una realtà specifica, la famiglia può partire dalla sua storia.
Cosa gli stava particolarmente a cuore?
Quali valori aveva?
Aveva sostenuto qualche associazione?
Aveva fatto volontariato?
Aveva affrontato una malattia ed era stato aiutato da una determinata struttura?
Amava gli animali?
Era particolarmente vicino alla propria comunità?
Aveva dedicato tempo a iniziative sociali, culturali o religiose?
La scelta più significativa è spesso quella che riesce a creare un collegamento autentico tra la donazione e la vita della persona.
In questo modo l’offerta non rappresenta soltanto un atto di solidarietà.
Diventa anche una forma di memoria.
Come comunicarlo nel necrologio?
L’indicazione dovrebbe essere semplice e comprensibile.
Una delle formule più diffuse è:
“Non fiori, ma eventuali offerte a favore di…”
Oppure:
“La famiglia invita chi desidera ricordarlo a sostenere…”
È utile indicare chiaramente il nome dell’organizzazione scelta ed eventualmente le modalità attraverso cui è possibile effettuare una donazione.
L’obiettivo non è esercitare una pressione su chi partecipa al lutto.
Si tratta semplicemente di comunicare una preferenza della famiglia.
Chi desidera aderire potrà farlo liberamente.
È possibile raccogliere offerte durante il funerale?
Dipende dalla modalità scelta dalla famiglia e dalla realtà destinataria.
In alcuni casi possono essere predisposte modalità specifiche per raccogliere le offerte.
In altri è preferibile comunicare direttamente un riferimento attraverso il quale effettuare la donazione.
È importante che il meccanismo sia semplice e trasparente.
La famiglia può confrontarsi preventivamente con l’associazione o l’ente che desidera sostenere per capire quali siano le modalità corrette.
Anche l’impresa funebre può aiutare a inserire in modo chiaro l’indicazione all’interno delle comunicazioni funebri.
Una donazione in memoria può continuare nel tempo
Non è necessario che il gesto solidale avvenga esclusivamente nei giorni immediatamente successivi alla morte.
La famiglia può decidere di mantenere vivo quel legame anche negli anni.
In occasione dell’anniversario.
Del compleanno della persona scomparsa.
Di Natale.
Di una ricorrenza particolare.
Una donazione in memoria può diventare una piccola tradizione familiare.
Un modo per trasformare una data dolorosa in un gesto positivo.
Anche amici e conoscenti possono decidere, nel tempo, di continuare a sostenere la stessa realtà.
Il ricordo assume così una dimensione collettiva.
Creare un progetto dedicato alla persona scomparsa
In alcuni casi una famiglia può desiderare di fare qualcosa di ancora più personale.
Per esempio sostenere un progetto specifico.
Finanziare un’iniziativa.
Contribuire all’acquisto di un’attrezzatura.
Creare una raccolta fondi.
Sostenere una borsa di studio.
La possibilità dipende naturalmente dalla realtà individuata e dalle modalità attraverso cui opera.
Non deve necessariamente essere un grande progetto.
Anche un’iniziativa semplice può diventare particolarmente significativa se riesce a rappresentare i valori della persona.
Il valore degli oggetti in memoria
Il ricordo non passa soltanto attraverso fiori e donazioni.
Esistono anche piccoli oggetti commemorativi che una famiglia può scegliere di distribuire durante o dopo il funerale.
Un ricordino.
Una fotografia.
Una frase.
Un’immagine religiosa.
Un piccolo oggetto simbolico.
Questi elementi possono aiutare parenti e amici a conservare qualcosa di tangibile.
Anche in questo caso la semplicità è spesso la scelta più efficace.
Una fotografia accompagnata da poche parole autentiche può avere più valore di un oggetto complesso.
Piantare un albero o una pianta in memoria
Anche la natura può diventare uno spazio di memoria.
Quando possibile, alcune famiglie scelgono di piantare un albero o una pianta dedicata alla persona scomparsa.
Può essere nel proprio giardino.
In un terreno di famiglia.
Oppure all’interno di iniziative organizzate da enti o associazioni.
Vedere quella pianta crescere nel tempo può assumere un significato simbolico particolarmente forte.
È una forma di ricordo discreta, ma capace di accompagnare la famiglia per molti anni.
Creare un luogo della memoria in casa
Non tutte le persone sentono la necessità di recarsi frequentemente al cimitero.
Il ricordo può vivere anche all’interno della casa.
Una fotografia.
Un oggetto.
Un libro appartenuto alla persona.
Un angolo discreto che raccolga pochi elementi importanti.
Non deve diventare necessariamente uno spazio formale.
Può essere semplicemente qualcosa che fa parte della quotidianità.
Il modo in cui ciascuno custodisce una persona cara è profondamente personale.
Non esiste un’unica forma di memoria.
Ricordare attraverso ciò che quella persona amava
A volte il modo più autentico per ricordare qualcuno non è creare qualcosa di nuovo.
È continuare ciò che già amava.
Preparare una ricetta.
Tornare in un luogo.
Ascoltare una canzone.
Partecipare a un evento.
Sostenere la squadra, l’associazione o il gruppo a cui era legato.
Portare avanti una tradizione familiare.
Sono gesti che non richiedono necessariamente una ricorrenza ufficiale.
Possono nascere spontaneamente.
Ed è proprio questa spontaneità a renderli spesso particolarmente preziosi.
Il ricordo non si misura dal valore economico del gesto
Una corona di fiori importante non significa ricordare qualcuno più di un singolo fiore.
Una grande donazione non vale emotivamente più di una piccola offerta.
Il significato del gesto non dipende dalla sua dimensione economica.
Dipende dal legame.
Dalla scelta.
Dal pensiero che lo accompagna.
Questo è un aspetto importante soprattutto per chi desidera manifestare vicinanza a una famiglia ma teme di non sapere quale sia il gesto “giusto”.
Non occorre fare qualcosa di grande.
A volte una telefonata, una visita o poche parole scritte hanno un valore enorme.
Quando la famiglia preferisce non ricevere nulla
Può anche accadere che la famiglia chieda espressamente di non portare fiori e di non effettuare offerte.
Anche questa volontà deve essere rispettata.
Il bisogno di ogni famiglia è diverso.
Alcune desiderano una partecipazione molto ampia.
Altre preferiscono vivere il lutto in maniera più riservata.
Rispettare le indicazioni espresse significa dimostrare attenzione.
Il cordoglio non ha bisogno necessariamente di un oggetto per essere sincero.
Il modo migliore per ricordare è quello che rappresenta davvero la persona
Fiori.
Donazioni.
Opere di bene.
Una fotografia.
Una pianta.
Una lettera.
Una tradizione portata avanti nel tempo.
Non esiste una scelta universale.
Esiste quella che la famiglia sente più vicina alla persona che non c’è più.
La domanda può essere semplice:
“Quale gesto avrebbe avuto significato per lui o per lei?”
Partire da questa domanda aiuta spesso a trovare la risposta.
Perché ricordare qualcuno non significa soltanto guardare al momento della sua scomparsa.
Significa continuare a riconoscere il valore di ciò che ha lasciato.
L’Alba: al fianco delle famiglie anche nelle scelte del ricordo
L’Impresa Funebre L’Alba accompagna le famiglie nell’organizzazione della cerimonia e degli elementi che contribuiscono a rendere personale l’ultimo saluto.
Dalle composizioni floreali ai necrologi, dai ricordini agli articoli commemorativi, possiamo aiutare la famiglia a comunicare con chiarezza le proprie volontà e a creare un commiato rispettoso della persona scomparsa.
Anche quando la scelta è quella di invitare amici e conoscenti a sostenere un’associazione o un’opera di bene, possiamo aiutare a inserire questa indicazione all’interno del necrologio e delle comunicazioni funebri.
Perché ogni famiglia ha un modo diverso di ricordare.
E ogni persona merita un saluto capace di rappresentarne la storia.
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