Ogni persona lascia dietro di sé una storia.
Abitudini.
Passioni.
Frasi che ripeteva spesso.
Canzoni che amava.
Libri che teneva sul comodino.
Ricordi che appartengono soltanto alla sua famiglia e alle persone che le sono state vicine.
Quando arriva il momento dell’ultimo saluto, tutti questi elementi possono contribuire a rendere la cerimonia più personale e autentica.
Un funerale non deve necessariamente seguire uno schema impersonale.
Nel rispetto del tipo di rito scelto e delle disposizioni previste, è possibile inserire musiche, letture, lettere, poesie e ricordi capaci di raccontare qualcosa della persona scomparsa.
A volte bastano una canzone e poche parole per trasformare una cerimonia in un momento che rimarrà nella memoria di chi vi partecipa.
Perché personalizzare il funerale?
Il funerale ha naturalmente una funzione religiosa, civile o simbolica, a seconda delle convinzioni della persona e della famiglia.
Ma è anche un momento nel quale una comunità si riunisce per salutare qualcuno.
Personalizzare alcuni elementi della cerimonia permette di far emergere la persona dietro al rito.
Non soltanto il suo nome e le date della sua vita.
Ma ciò che amava.
Il modo in cui viveva.
I rapporti che aveva costruito.
La traccia lasciata nelle persone che le sono state accanto.
Una cerimonia personalizzata non deve necessariamente essere complessa.
Può essere molto sobria.
Una fotografia.
Un brano musicale.
Una lettera letta da un figlio.
Una poesia.
Un ricordo raccontato da un amico.
Sono piccoli elementi che possono rendere l’ultimo saluto più vicino alla storia reale della persona.
Come scegliere la musica per un funerale?
La prima domanda da porsi non dovrebbe essere:
“Quale musica si usa normalmente a un funerale?”
Ma piuttosto:
“Quale musica raccontava questa persona?”
Non esiste infatti un’unica scelta corretta.
La musica può accompagnare momenti differenti della cerimonia: l’ingresso, un momento di raccoglimento, il saluto finale oppure l’uscita.
La scelta può partire dai gusti della persona scomparsa.
Forse aveva un cantante preferito.
Una canzone legata alla propria giovinezza.
Un brano che ascoltava spesso in famiglia.
Una musica che ricordava un viaggio, un matrimonio o un particolare momento della sua vita.
Utilizzare un brano realmente legato alla persona può avere un valore emotivo molto più forte rispetto a scegliere una musica soltanto perché tradizionalmente associata a un funerale.
Musica religiosa o musica laica?
La scelta dipende innanzitutto dal tipo di cerimonia.
Nel caso di un funerale religioso, la musica deve essere compatibile con il rito e con le indicazioni della comunità religiosa nella quale viene celebrato.
Per questo è opportuno confrontarsi preventivamente con il celebrante.
In una cerimonia civile o laica, invece, può esserci generalmente maggiore libertà nella scelta dei brani.
Si possono utilizzare:
- musica classica;
- canzoni italiane o internazionali;
- brani strumentali;
- musica particolarmente cara al defunto;
- registrazioni legate a momenti significativi della sua vita.
Anche in questo caso è importante coordinarsi con il luogo nel quale si svolge il commiato e verificare ciò che può essere concretamente organizzato.
Una canzone può raccontare una vita
A volte una famiglia trascorre molto tempo cercando il brano “perfetto”.
Ma non è necessario scegliere una canzone triste.
Il brano più significativo potrebbe perfino essere allegro.
Potrebbe ricordare una vacanza.
Una festa.
Una passione.
Il ballo che una coppia faceva sempre insieme.
La canzone che un padre cantava ai propri figli.
Quella musica, ascoltata durante l’ultimo saluto, potrebbe assumere improvvisamente un significato nuovo.
Per questo è utile partire dai ricordi.
Chiedersi:
- Quale musica ascoltava?
- Aveva un artista preferito?
- C’era una canzone che tutta la famiglia associa immediatamente a lui o a lei?
- Esiste un brano legato a un momento importante della sua vita?
Spesso la risposta emerge proprio da queste domande.
Cosa leggere durante un funerale?
Anche le parole possono avere un ruolo centrale nella cerimonia.
Una lettura permette di esprimere sentimenti che, in un momento così difficile, può essere complicato formulare spontaneamente.
La scelta può ricadere su:
- un testo religioso;
- una poesia;
- un brano letterario;
- una citazione;
- una preghiera;
- una lettera;
- un ricordo scritto dalla famiglia;
- parole pronunciate direttamente da una persona cara.
Non è necessario scegliere un testo famoso.
A volte una lettera semplice, scritta da chi ha condiviso una vita con la persona scomparsa, può essere molto più significativa di qualsiasi poesia conosciuta.
Come scrivere un ricordo personale
Scrivere poche parole per un funerale può sembrare difficilissimo.
Si ha spesso la sensazione che tutto ciò che viene scritto non sia abbastanza.
Non bisogna però cercare di raccontare un’intera vita.
Un ricordo efficace può partire da qualcosa di molto semplice.
Un’abitudine.
Un modo di dire.
Un episodio.
Una qualità.
Una piccola storia che rappresenta bene quella persona.
Per esempio, invece di scrivere soltanto:
“Era una persona generosa”,
si può raccontare come manifestava quella generosità.
Era sempre la prima persona a chiamare quando qualcuno aveva bisogno?
Preparava il pranzo per tutta la famiglia ogni domenica?
Aiutava senza aspettare di essere ringraziata?
Sono proprio questi piccoli particolari a rendere le parole autentiche.
Non serve un discorso perfetto
Chi decide di parlare durante un funerale può avere paura di emozionarsi.
Di non riuscire a terminare il discorso.
Di dimenticare qualcosa.
Di piangere.
Tutto questo è assolutamente comprensibile.
Un ricordo pronunciato durante un funerale non è un discorso pubblico nel senso tradizionale.
Non deve essere perfetto.
Non deve essere lungo.
E soprattutto non deve sembrare scritto per impressionare chi ascolta.
Deve essere vero.
Anche poche frasi possono essere sufficienti.
L’emozione non rovina il momento.
Ne fa parte.
Chi può leggere durante la cerimonia?
Dipende dal tipo di rito e dalle modalità concordate.
Durante una cerimonia possono intervenire, quando consentito:
- figli;
- nipoti;
- coniuge o compagno;
- fratelli e sorelle;
- amici;
- colleghi;
- rappresentanti di associazioni o realtà di cui la persona faceva parte.
Non è necessario che parli soltanto un familiare stretto.
A volte un amico di lunga data può raccontare una parte della vita del defunto che persino alcuni familiari conoscevano poco.
Allo stesso modo, un collega può ricordarne il lato professionale.
Un nipote può raccontare quello familiare.
Più prospettive possono comporre, insieme, un’immagine ancora più vera della persona.
Quanto dovrebbe durare una lettura?
La semplicità è spesso la scelta migliore.
Una lettura troppo lunga può diventare difficile sia per chi parla sia per chi ascolta, soprattutto in un momento di forte emozione.
Meglio scegliere poche parole significative.
Una poesia breve.
Una pagina.
Una lettera essenziale.
Un ricordo di alcuni minuti.
La durata ideale dipende naturalmente dalla struttura della cerimonia, ma il criterio dovrebbe essere sempre quello di dare valore alle parole senza sovraccaricare il momento.
Poesie e citazioni: come scegliere
Esistono moltissime poesie e citazioni dedicate alla perdita, al ricordo, all’amore e alla memoria.
Ma anche in questo caso è importante evitare una scelta automatica.
Un testo può essere bellissimo e, allo stesso tempo, non rappresentare affatto la persona che si sta salutando.
Prima di scegliere una poesia, può essere utile chiedersi:
“Queste parole parlano davvero di lui o di lei?”
Se la risposta è sì, allora probabilmente il testo è quello giusto.
Se invece viene scelto soltanto perché appare solenne o adatto a un funerale, potrebbe risultare meno personale.
È possibile utilizzare fotografie e video?
Anche le immagini possono diventare parte del commiato.
Una fotografia collocata accanto al cofano può immediatamente raccontare qualcosa della persona.
In alcuni contesti è possibile anche prevedere una selezione di fotografie oppure un breve video ricordo, compatibilmente con gli spazi e con le caratteristiche del luogo in cui si svolge la cerimonia.
Anche in questo caso è preferibile la qualità alla quantità.
Non serve mostrare centinaia di fotografie.
Possono bastare pochi scatti capaci di rappresentare momenti importanti:
la famiglia,
un viaggio,
una passione,
un sorriso,
un momento della vita quotidiana.
Le immagini hanno spesso la capacità di far emergere ricordi che le parole da sole non riescono a esprimere.
Funerale religioso: cosa è possibile personalizzare?
Una cerimonia religiosa segue naturalmente una liturgia e regole precise.
Questo non significa necessariamente che non possa esserci spazio per elementi personali.
In accordo con il celebrante può essere possibile valutare letture, intenzioni, alcuni momenti musicali o parole di ricordo.
È però fondamentale confrontarsi preventivamente con chi celebrerà il funerale.
Ciò che viene accettato può variare in base al rito, al luogo di culto e alle disposizioni della comunità religiosa.
L’impresa funebre può aiutare la famiglia anche nel coordinamento di questi aspetti.
Funerale civile: maggiore spazio al racconto della persona
Nel funerale civile la struttura della cerimonia può generalmente essere costruita con maggiore libertà.
Il momento del commiato può quindi alternare:
- musica,
- letture,
- testimonianze,
- silenzio,
- fotografie,
- ricordi personali.
In questi casi può essere utile immaginare la cerimonia come un piccolo racconto.
Non necessariamente cronologico.
Piuttosto un insieme di momenti che restituiscano agli invitati qualcosa della persona che stanno salutando.
Coinvolgere la famiglia nelle scelte
La scelta della musica e delle letture non dovrebbe diventare un’ulteriore fonte di stress.
Quando possibile, può essere utile condividere la decisione con più persone della famiglia.
Qualcuno potrebbe ricordare una canzone dimenticata.
Un nipote potrebbe conoscere un brano che il nonno ascoltava sempre.
Un amico potrebbe proporre una poesia particolarmente significativa.
Questa stessa ricerca può diventare un momento di condivisione.
Parlando della persona, inevitabilmente emergono ricordi.
E quei ricordi possono aiutare a costruire una cerimonia che la rappresenti davvero.
Quando la persona aveva espresso le proprie volontà
In alcuni casi la persona scomparsa aveva già espresso desideri precisi sul proprio funerale.
Può aver indicato una canzone.
Una lettura.
Un tipo di cerimonia.
Oppure semplicemente aver detto:
“Quando sarà il momento, vorrei che ci fosse quella musica.”
Quando queste volontà sono conosciute, rispettarle può diventare un modo particolarmente significativo di onorare la persona.
Sono indicazioni che possono essere comunicate alla famiglia oppure, in alcuni casi, definite anticipatamente nell’ambito di accordi relativi alle proprie volontà funerarie.
Evitare di personalizzare troppo?
Anche nella personalizzazione è importante mantenere equilibrio e rispetto.
L’obiettivo non è trasformare il funerale in uno spettacolo.
Musica, fotografie e parole devono accompagnare il commiato, non sovrastarlo.
Una cerimonia può essere estremamente personale pur rimanendo composta e sobria.
Spesso sono proprio gli elementi più semplici ad avere maggiore forza.
Un brano.
Una fotografia.
Una voce che racconta.
Un minuto di silenzio.
L’ultimo saluto dovrebbe parlare della persona
Ogni funerale è diverso perché ogni persona è diversa.
C’è chi desiderava una cerimonia tradizionale.
Chi avrebbe preferito qualcosa di essenziale.
Chi viveva profondamente la propria fede.
Chi aveva una canzone che tutti gli amici conoscevano.
Chi amava una poesia.
Chi avrebbe voluto semplicemente avere accanto la propria famiglia.
Non esiste una formula universale per organizzare l’ultimo saluto.
Esiste invece una domanda che può aiutare a orientare ogni scelta:
“Questa cerimonia racconta davvero la persona che stiamo salutando?”
Se la risposta è sì, allora anche una canzone, poche righe o una semplice fotografia possono diventare parte di un ricordo destinato a rimanere.
L’Alba: funerali personalizzati ad Alba e in provincia di Cuneo
L’Impresa Funebre L’Alba accompagna le famiglie nell’organizzazione completa della cerimonia funebre, prestando attenzione non soltanto agli aspetti pratici e amministrativi, ma anche ai desideri e alla storia della persona scomparsa.
Possiamo aiutare la famiglia a coordinare i diversi momenti del commiato e a valutare, in base al tipo di cerimonia e al luogo scelto, la possibilità di inserire musiche, letture, fotografie e altri elementi personali.
Perché organizzare un funerale significa certamente occuparsi di procedure.
Ma significa soprattutto aiutare una famiglia a salutare una persona nel modo in cui desidera ricordarla.
L’Alba Onoranze Funebri
Via Armando Diaz 7/A – Alba (CN)
Telefono: 0173 440022
Reperibilità: 338 1346016
Disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
